Sete di sangue
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Voto:
Kate Davis (Chantal Contouri) conduce una vita ordinaria con il fidanzato Derek (Rod Mullinar), ma è perseguitata da incubi in cui si vede chiusa in una bara. Poi, verrà rapita e portata in aereo alla “Fattoria”, un’enclave rurale segreta. I rapitori sono la Confraternita di Hyma (dal greco “sangue”), convinta che il sangue umano garantisca giovinezza e immortalità; lì, gli esseri umani vivono come bestiame docile, munti dal loro sangue da macchine, considerando, peraltro, tutto ciò un onore. Kate scopre di discendere da Elisabetta Báthory: la Confraternita pretende che accolga la propria eredità di vampira ma lei combatte contro questo destino. Il dottor Fraser (David Hemmings), il dottor Gauss (Henry Silva), la signora Barker (Shirley Cameron) e Hodge (Max Phipps) scelgono strategie diverse per piegarla, fino alla manipolazione mentale.
LA RECE
Un vampirismo industriale, tra allevamento umano e culto di eletti, in cui la discendenza da Báthory diventa condanna ereditaria. Suspense buona, sequenze oniriche sconnesse e un cast interessante, Hardy firma uno dei titoli più originali dell’horror australiano. Un vampiro senza mantello, forse specchio delle caste sociali.
La fine degli anni Settanta vide un affollarsi dei vampiri nelle sale cinematografiche, benché, va detto, il vampiro non abbia mai subito una vera e durevole flessione d’interesse fra il pubblico. Sono di quel periodo: il Nosferatu di Herzog, il Dracula di Badham o le parodie come Amore al primo morso. Rod Hardy, formatosi in televisione, e il produttore Antony Ginnane (Patrick, 1978; Screamers - Urla dallo spazio, 1995), per parlare di succhiasangue scelgono un’altra strada rispetto ai castelli e ai mantelli; niente goticismi, il vampirismo diventa una filiera industriale. Un’idea sicuramente originale (non originalissima, cfr. Hanno cambiato faccia, 1971) ma con buona tenuta anche nel tempo, se si considerano prodotti ben più moderni, e assimilabili al modello, quale Daybreakers - L'ultimo vampiro (2009) o la serie True blood (2008-2014). L’idea notevole è la zootecnia del sangue: le vittime sono guidate da altoparlanti anonimi, radunate in recinti, collegate a pompe automatiche. In una scena efficace, dignitari stranieri visitano l’impianto con una guida che spiega, in tono da agenzia turistica, come il tutto sia stato progettato per prevenire epatite e malaria. È un orrore burocratico, con i corpi trattati come risorsa, e con i donatori che vivono la propria sorte come un privilegio, una servitù volontaria. Per questo il film funziona anche come discorso sulle sette: la Confraternita non ha legami di sangue con Báthory, solo Kate li ha; gli altri, medici in testa, sono eletti autoproclamati che si credono superiori a chi nutrono. Kateb è interpretata con sufficiente efficacia dalla Contouri di femminilità intrigante, fra il fragile e il lascivo, e con questa allure guida lo spettatore dentro l’apprensione del personaggio che, però, a ben vedere, non compie un’enorme traslazione: passa dall'essere una donna ricca, ovvero appartenente all’élite sociale, all’essere una figura apicale in una setta elitaria, cosa che crea un netto contrasto con il parco umano sfruttato, in una narrativa che, con tutta evidenza, si fa metafora sociale (cfr. Society - the Horror, 1989). Le sequenze oniriche (es. doccia di sangue) funzionano bene e sfiorano lo sperimentale, ma restano un po’ slegate dal resto: più gioco visivo-visionario che tassello narrativo in una storia, comunque, non ricca di colpi di scena. Se la violenza è poca, nonostante il sangue versato, la suspense, a tratti, funziona bene; décor in linea con quegli anni, quindi affascinante per chi ama il cinema di genere del tempo. Fra i comprimari, David Hemmings (Profondo rosso, 1975) cammina su un crinale ambiguo fino all’ultima scena, mentre Henry Silva (L'uomo della strada fa giustizia, 1975) porta l’aggressività imprudente di Gauss; i due furono importati al fine di aumentare la vendibilità del film australiano nei mercati esteri. Alle musiche, Brian May, il grande chitarrista dei Queen, che firma la partitura. Ozploitation curioso, Thirst, che si mantiene sufficientemente intrigante per la sua storia del vampirismo come sistema produttivo; una lettura concettuale, ma anche rappresentativa, che supera sulla destra tanti altri film sul vampirismo prodotti parecchi anni dopo, benché non si possa definire un horror avvincente.
TRIVIA
David Leslie Edward Hemmings (1941-2003) dixit: “Uno dei problemi del mondo del cinema è che devi essere o una personalità o un attore. Se sei una personalità, coltivi un’immagine. Se sei un attore, cerchi di cambiarla continuamente. Molti dei ruoli che mi sono stati offerti avrebbero consolidato l’immagine di Blow-Up, e io non volevo questo. Quindi mi sono guardato intorno. Ho commesso qualche errore - non si può lavorare con Antonioni ogni settimana - ma sono riuscito a rimanere un attore. Ovviamente, va da sé che se Antonioni mi chiedesse di lavorare con lui domani, andrei in qualsiasi parte del mondo. Anche senza essere pagato.” - Rogerebert.com
⟡ Questo film è stato il primo film australiano serio sui vampiri del cinema australiano moderno. I vampiri erano effettivamente apparsi in Holds his own (1974) in cui Donald Pleasence ha interpretato il ruolo del conte Erich von Plasma. Inoltre, pochi anni dopo Sete di sangue (1979) in Australia uscì la comedy-horror di serie-B Outback Vampires (1987).
⟡ I locali della tenuta del quartier generale della Confraternita Hyma sono stati girati a Montsalvat, una colonia di artisti che era sita a nord di Melbourne.
⟡ Sceneggiatore John Pinkney ha basato questo film su storie che erano state scritte come parte di un libro intitolato «Instant Terror».
⟡ La protagonista Chantal Contouri ha recitato anche nella precedente produzione horror di Antony I. Ginnane, Snapshot (1979), e per alcuni il film stesso fu progettato per lanciare nello stardom (cosa non riuscita) l’attrice.
Fast rating
Titolo originale
Thirst
Regista:
Rod Hardy
Durata, fotografia
93', colore
Paese:
Australia
Anno:
1979
Generi e Temi
Scritto da Exxagon nel novembre 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0