Il Cerchio di Sangue

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Voto:

Durante uno spettacolo al Great Rivers Circus, un funambolo muore strangolato dalla propria fune. Monica Rivers (Joan Crawford), proprietaria del tendone, impone alla compagnia di proseguire. Fra il pubblico si trova Frank Hawkins (Ty Hardin), acrobata canadese che convince Monica ad assumerlo come sostituto, diventando presto anche il suo amante. La tregua è breve: il direttore Albert Dorando (Michael Gough) viene ritrovato con un picchetto conficcato nel cranio. L'ispettore Brooks (Robert Hardy) e il commissario Dalby (Geoffrey Keen) avviano le indagini. I sospetti si addensano su Matilda (Diana Dors), irriverente bionda del circo, sul taciturno Laszlo (Philip Madoc), sul nano Bruno Fontana (George Claydon). A latere, la triste Angela Rivers (Judy Geeson), figlia trascurata di Monica.


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LA RECE

Thriller circense a tinte forti che oscilla tra suggestione e dispersione, incapace di convertire la propria ambientazione in autentica tensione narrativa. Joan Crawford regge il tendone con autorità divistica, ma la sceneggiatura la circonda di personaggi privi di spessore e di un meccanismo d'indagine che si sgonfia nel finale. Prodotto di consumo onesto ma, volendo riecheggiare il “sinistro circense” di Tod Browning, si poteva fare di meglio.

Remake, con forti variazioni, del giallo The Shadow (1937) e uno degli esemplari, non il migliore, di quella sotto-categoria del thriller britannico anni Sessanta riconducibile alla formula del geriatric horror, anche detto Grand Dame Guignol oppure psycho-biddy: opere nelle quali una star hollywoodiana in disarmo si presta a incarnare figure di potere femminile in contesti di genere, tra delitti spettacolari e atmosfere sinistre. Herman Cohen, produttore di gran fiuto per l'horror da intrattenimento popolare (I Was a Teenage Werewolf, 1957; gli Orrori del museo nero, 1959), replica qui la formula dell'omicidio scenografico calata nell'ambientazione circense, già esplorata con maggiore raffinatezza da il Circo degli orrori (1960), il quale, a propria volta, rimanda, per ecosistema, al grande modello di Tod Browning (Freaks, 1932) inteso come il mondo circense da sempre visto come regolato da leggi ai margini della società normale e, quindi, facile albergo di turpitudini e follie assortite. La punta di diamante è, manco a dirlo, la superstar Joan Crawford che domina con consueta autorità glaciale e mostra un paio di gambette ancora graziose e affilate, in evidente contrasto con un visto non certo da “biddy” ma, indubbiamente, da Gran Dame. La sua Monica Rivers è una macchina da guerra manageriale che la grande attrice abita con la stessa intensità che aveva segnato la sua performance nella pellicola apice del genere, Che fine ha fatto Baby Jane? (1962). La sua presenza salva il baraccone da sé stesso in più di un'occasione, dato che stiamo parlando di un film incapace di decidere cosa voglia essere; la promessa di un thriller a omicidi multipli si diluisce in lunghe sequenze di numeri circensi che, pur offrendo una documentazione quasi antropologica di un mondo scomparso, quello circense per l’appunto, sabotano la costruzione della tensione. La sceneggiatura di Cohen e Aben Kandel (Konga - Terrore su Londra, 1961) accumula sospetti senza costruirne la psicologia, per poi giungere ad una soluzione che appare un po’ artificiosa ma ad alto tasso di drammaticità. Michael Gough, liquidato con un chiodo alla testa dopo pochi minuti, rende il massimo nel minimo tempo disponibile ma i due volti davvero da notare sono quelli di Diana Dors (1931-1984) e dell'inglesina Judy Geeson: la prima è il sexy tipo da pin-up e la seconda ha avuto il suo gran momento come studentessa sbarazzina (invaghitasi di Poitier) in la Scuola della violenza (1967) meglio nota agli appassionati di horror per la sua presenza in l'Assassino di Rillington Place n. 10 (1971) e, da anziana, in le Streghe di Salem (2012). Film poco visto e, in effetti, non così meritevole di recupero; d’altra parte, il film conserva un suo fascino perverso anche per quei suoi omicidi sopra le righe rispetto al genere di prodotto. Benino per una seconda serata.

TRIVIA

Judith Amanda Geeson (1948), circa la sua partecipazione al film e al suo rapporto con la Crawford, dixit: “Credo che il Cerchio di sangue sia stato duro per lei proprio perché era un film di serie B. E c'era qualcosa di molto simpatico in lei: dopo tutto, quando le persone mostrano le proprie vulnerabilità, è difficile non perdonarle per altre cose” (IMDb.com)

⟡ Tutti i vestiti indossati da John Crawford nel film appartenevano al suo personale guardaroba ad eccezione del body, che venne disegnato da Edith Head.

⟡ Era noto che l'attrice John Crawford tendesse ad alzare un po' il gomito, motivo per cui il produttore Herman Coyne le chiese di non bere alcolici durante le riprese. La grande attrice informò Coyne che lei era solo una “sorseggiatrice”; ad ogni modo, rispettò i desideri del produttore.

⟡ Mentre il sovrintendente Brooks sta parlando con il commissario Dalby dopo una delle misteriose morti, si vede un annuncio che pubblicizza la Pepsi. Joan Crawford era la vedova di Alfred Steele, che era stato amministratore delegato della Pepsi-Cola Company, e, al momento delle riprese, la Crawford faceva ancora parte del Consiglio di amministrazione dell’azienda; motivo per cui, in alcuni film con la Crawford, non solo in questo (Cinque corpi senza testa, 1964), vennero posizionati dei prodotti della Pepsi per essere visti dal pubblico.

⟡ Sebbene ufficialmente sia un remake di un precedente film della Columbia, il B-movie The Shadow del ’37 con una giovane Rita Hayworth, è stata mantenuta solo la trama di base di un assassino a piede libero in un circo; anche l'identità dell'assassino è diversa. Semmai, è molto più prossimo, come già detto, al film il Circo degli orrori, se non altro perché fu utilizzato il circo britannico Billy Smart nel film del '60 come in questo.

⟡ Appaiono nel circo due artisti vestiti da Batman e Robin all'inizio della prima londinese. Michael Gough, che interpreta Albert Dorando in questo film, interpretava Alfred il maggiordomo nella serie di film di Batman del 1989-1997.

⟡ Dieci anni prima di girare questo film, Diana Dors era stata eletta «la risposta della Gran Bretagna a Marilyn Monroe». Quando ha realizzato questo film, Dors aveva 36 anni, la stessa età in cui la Monroe era morta nel 1962. Anche Diana Dors morì prematuramente, all'età di 50 anni, a causa di un cancro ovarico.

⟡ Nella stragrande maggioranza delle scene in interni con Joan Crawford, c'è almeno un primo piano in cui si nota chiaramente un'ombra proiettata sulle sue spalle.

⟡ Nel film si fa un gran parlare della relazione romantica fra la più anziana Joan Crawford e il più giovane Ty Hardin; quasi 24 anni di differenza d'età, dato che la Crawford nacque il 23 marzo 1906, Hardin il 1° gennaio 1930. Tuttavia, dietro le quinte, nella vita reale, il coprotagonista Michael Gough era sposato (dal 1962 al 1979) con Anneke Wills, di quasi 25 anni più giovane di lui.

⟡ Il titolo originale del film Berserk gioca probabilmente con l'assonanza fra il termine inglese, che significa "fuori di testa, fuoricontrollo", e la parola francese che sta per "circo", ovvero cirque, da cui la pronuncia “ber-cirque”, simile a “berserk”.

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Titolo originale

Berserk

Regista:

Jim O'Connolly

Durata, fotografia

96', colore

Paese:

UK

Anno

1967

Scritto da Exxagon nell'aprile 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

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