gli Occhi del parco
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Voto:
La famiglia Curtis - composta dai genitori Paul (David McCallum) e Helen (Carroll Baker) e dalle figlie Jan (Lynn-Holly Johnson) e Ellie (Kyle Richards) - si trasferisce in una villa isolata nella campagna inglese, di proprietà dell'enigmatica Mrs. Aylwood (Bette Davis). Jan scopre presto che la casa è infestata da presenze inquietanti legate alla misteriosa scomparsa di Karen, la figlia di Mrs. Aylwood, avvenuta trent'anni prima durante un'eclissi solare.
LA RECE
Tentativo della Disney di addentrarsi nell'horror soprannaturale, risultando in un ibrido instabile tra gotico e fantascienza. Il vero punto di forza, almeno sulla carta, è Bette Davis, magnetica anche se non al meglio, capace di trasformare un ruolo potenzialmente piatto in un'icona malinconica di dolore materno e minaccia gotica. Film imperfetto ma valido nelle prime sequenze e per una campagna inglese ostile e perturbante.
Incursione della Disney nel genere horror soprannaturale, in una fase nella quale la casa di produzione cercava disperatamente un'identità oltre le fiabe e l'animazione, cosa che qui venne fatta adattando il romanzo "A Watcher in the Woods" (1976) di Florence Engel Randall e trasportando bimbi e adolescenti negli anfratti più cupi della campagna inglese pronta a nascondere segreti dimensionali e traumi irrisolti. La produzione fu travagliata. Il film, uscito nelle sale americane nell'aprile 1980, fu ritirato dalla distribuzione dalla Walt Disney Studios nel maggio dello stesso anno. Ciò avvenne affinché il finale del film, oggetto di numerose critiche da parte della stampa specializzata e del pubblico, potesse essere rielaborato con nuove riprese, nuovi SFX e ulteriori scene aggiuntive. Terrorizzata dall'idea di spaventare eccessivamente il proprio pubblico fidelizzato, la Disney approdò ad un risultato ibrido, sospeso tra l'horror gotico e la sci-fi che trova nella propria contraddizione un fascino peculiare. Oltretutto, a causa di uno sciopero degli attori aderenti alla SAG (Screen Actors Guild) avvenuto nel 1980, le riprese supplementari del film non poterono essere effettuate fino al novembre 1980, cosa che portò il film nelle sale, in forma definitiva, nel 81. La storia di Karen, bambina scomparsa durante un gioco di iniziazione realizzato da amichetti un poco strani, sembra rimandare a turpi retroscena di pedofilia o violenza su minori. Tuttavia, nei medesimi anni di Poltergeist (1982), il gusto del pubblico - o dei produttori - dirigeva le penne degli sceneggiatori verso lidi paranormali che, qui, hanno a che vedere sia con i temi della dimensione parallela - in fondo non troppo diversamente dal succitato film dell’82 - sia con la protagonista Jan in quell'età che la tradizione dei poltergeist vuole fase liminale della vita capace di farti stare con un piede in questa realtà e l’altro in quell'altra, perché, dopotutto, a metà fra infanzia ed età adulta (cfr. Carrie, lo sguardo di Satana, 1976; Fenomeni paranormali incontrollabili, 1984; Phenomena, 1985). Sostituibile la giovane pattinatrice quasi esordiente Lynn-Holly Johnson, apparsa sul grande schermo due anni prima in Castelli di ghiaccio (1978), storia, appunto, di pattinaggio; sostituibile pure, ahimè, la nostra beneamata Carroll Baker attrice di contanti thriller lenziani (Orgasmo, 1969; Così dolce... così perversa, 1969; Paranoia, 1970) qui in ruolo di supporto. Il vero pilastro emotivo e carismatico della pellicola è, senza dubbio, Bette Davis nel ruolo di Mrs. Aylwood. A settantadue anni, dopo cinquant'anni di carriera spettacolosa, la Davis accetta questo ruolo in una produzione Disney che molti suoi contemporanei avrebbero considerato declassante. Ma l'attrice, notoriamente combattiva e priva di falsa dignità quando si trattava di lavorare, trasforma un personaggio potenzialmente unidimensionale in una bella icona sia del cinema classico ai tempi in fase terminale, sia di quelle melanconiche figure femminili dell’arte ridotte a custodi di assenze, a vestali di memorie. Bette è stanca, non al meglio, forse anche un poco fuori posto, ricordando che titanessa fu in Tramonto (1939) o di Eva contro Eva (1950) o Che fine ha fatto Baby Jane? (1962), e solo per dirne tre; tuttavia, la grande attrice sa ancora somministrare quella sua peculiare alchimia di gelo aristocratico e vulnerabilità psicologica; la sua capacità di incarnare simultaneamente la minaccia gotica (la proprietaria misteriosa della casa maledetta) e la pietà drammatica (una madre distrutta dal dolore) è il motore primo di un film che, altrimenti, potrebbe essere facilmente ridotto ad horror per ragazzi. La regia di Hough ma, soprattutto, l’apporto del direttore della fotografia Alan Hume, veterano dei film di Bond e collaboratore di Kubrick in Shining (1980), costruisce inquadrature che trasformano la natura inglese in un'entità ostile, dilatando quella che in tanti film gotici, soprattutto del genere old dark house, era la minaccia rappresentata unicamente da un maniero sinistro; l’ambiente bucolico, che dovrebbe essere placido e rassicurante, si rivela minaccioso proprio perché ci appare in una luce innaturale, precorrendo il gotico rurale di opere ben successive come the Village (2004). Abbiamo anche un remake ben poco stimato con protagonista Anjelica Huston (il Mistero di Aylwood House, 2017) e pure un cortometraggio omonimo non correlato, the Watcher in the Woods (2009), È un film imperfetto, compromesso dalle interferenze produttive, ma un certo qual fascino lo mostra, soprattutto nelle prime battute e per la presenza magnetica, anche se lontano dal suo meglio, della Davis.
TRIVIA
Ruth Elizabeth “Bette” Davis (1908-1989) dixit: “Invecchiare non è roba da signorine” (IMDb.com).
⟡ Il film originale venne ritirato dalle sale a causa di una conclusione che lasciò il pubblico completamente confuso. Ecco i dettagli sulle tre versioni principali. 1. Il Finale Originale (The "Watcher" Ending) - Nella primissima versione proiettata a New York nel 1980, il mistero aveva una spiegazione puramente fantascientifica. Jan veniva trasportata in un'altra dimensione attraverso un portale nel bosco. Qui incontrava l'alieno (l'Osservatore), una creatura scheletrica e luminosa che era rimasta intrappolata sulla Terra per errore durante un esperimento dimensionale, scambiandosi accidentalmente di posto con Karen. Gli effetti speciali dell'alieno, realizzati da Harrison Ellenshaw, furono giudicati grotteschi e poco convincenti, portando al ritiro immediato della pellicola. 2. Il Finale Alternativo (Senza l'Alieno) - Dopo il disastro della prima proiezione, la Disney decise di tagliare quasi tutto il materiale extraterrestre. In questa versione, la spiegazione rimane più vaga e soprannaturale: durante la cerimonia finale nella cappella, Karen riappare semplicemente attraverso un fascio di luce, senza che lo spettatore veda mai l'Osservatore o la dimensione aliena. È la versione più comune che probabilmente vedrete, e che punta tutto sull'emozione del ricongiungimento tra la signora Aylwood (Bette Davis) e sua figlia. 3. Il Finale della "Director's Cut" - Esiste una versione che tenta di mediare tra le due, includendo scene di Jan che fluttua in un vuoto cosmico (sequenza nota come "Other World Sequence") e dialoghi che spiegano meglio il concetto di "scambio molecolare" tra le dimensioni. In questa versione, l'enfasi è posta sul fatto che l'Osservatore non era malvagio, ma solo un essere spaventato che cercava di tornare a casa.
⟡ Oltre alla questione del finale, il film presentava originariamente, nella proiezione dell’80, una sequenza d’apertura decisamente più spaventosa di quanto visibile ora. L'apertura originale consisteva nel Watcher che si avvicinava di soppiatto alle spalle di una ragazza che giocava con una bambola e la spaventava, facendola cadere la bambola e scappare via. La bambola volava in aria, veniva colpita da un fulmine e prendeva fuoco. I titoli principali venivano riprodotti sul volto della bambola che si scioglieva. Questo inizio è stato considerato perduto per molti anni e non è stato incluso in nessuna versione home media. Solo nel 2022 è stato finalmente recuperato e pubblicato online.
⟡ La star Bette Davis ha celebrato il suo 50° anniversario nel mondo del cinema alla prima mondiale di questo film. Questo era l'ottantacinquesimo film per il cinema per la veterana Davis.
⟡ Il regista ha riferito che Bette Davis voleva interpretare sia la signora Aylwood nel presente che quella di trent'anni prima. La troupe ha girato le scene con lei truccata per sembrare più giovane, ma era chiaramente più anziana del personaggio richiesto dalla sceneggiatura. Dopo che il cast e la troupe hanno visto i giornalieri, Hough ha detto in privato alla Davis che la scena non funzionava; nessuno avrebbe creduto che fosse una donna sulla quarantina. Al che, la Davis ha guardato Hough negli occhi e ha detto: "Hai dannatamente ragione".
⟡ La casa di John Keller era stata precedentemente utilizzata per rappresentare "Hill House" nella versione originale di gli Invasati (1963), diretto da Robert Wise e tratto dal romanzo di Shirley Jackson. L'edificio reale si chiama "Ettington Park Manor" e si trova a Ettington Park, nel Warwickshire, in Inghilterra, Regno Unito.
⟡ Il titolo del romanzo da cui è tratto il film, "A Watcher in the Woods" (1976) di Florence Engel Randall, è stato cambiato in "The Watcher in the Woods" per questo adattamento cinematografico.
⟡ Il regista John Hough venne ingaggiato da Ron Miller, ai tempi dirigente della Disney, dopo aver visto come aveva diretto Dopo la vita (1973).
⟡ Bette Davis, aveva da poco recitato in un altro film diretto da John Hough per la Disney, Ritorno dall'ignoto (1978).
⟡ Il titolo del romanzo che Jan Curtis (Lynn-Holly Johnson) stava leggendo dopo essersi trasferita nella nuova casa era "The Green Light" (1963) di Bess Norton, la cui storia racconta della dottoressa Joan Davidson, fidanzata con Guy Hardman, riluttante a rinunciare alla sua pratica medica dopo il matrimonio. La sua routine quotidiana viene sconvolta da una lite con il collega, il dottor Richard Holmes, che porta all'arrivo di un nuovo medico sostituto: Richard Beech, un uomo misterioso e riservato. La relazione professionale tra Joan e Beech si complica, mentre il suo fidanzato Guy inizia a indagare sul passato del nuovo arrivato. La scoperta di uno scioccante segreto riguardante il dottor Beech minaccia di distruggere la felicità di Joan e la sua relazione.
⟡ Dal marzo al maggio 1980, è stata pubblicata una versione a fumetti di questo film su Walt Disney's Treasury of Classic Tales. Essa segue vagamente il film così come era stato concepito originariamente, con il finale dell'"altro mondo", ma il personaggio dell'Osservatore non è incluso.
⟡ La canzone di Kim Carnes “Bette Davis Eyes” (1981) fu un grande successo poco prima della riedizione del film nel 1981. La Disney cercò di trarne profitto con annunci pubblicitari che proclamavano: "Guardate quei famosi occhi alla Bette Davis in azione!"
Fast rating

Titolo originale
The Watcher in the Woods
Regista:
John Hough
Durata, fotografia
100', colore
Paese:
USA, UK
1980
Scritto da Exxagon nel marzo 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

